Recensioni droni: intervista a Stefano Orsi, direttore scientifico di DronEzine

Prosegue il nostro viaggio alla scoperta dell’affascinante mondo dei droni attraverso le storie e i commenti dei personaggi di spicco del panorama italiano. Oggi vi proponiamo un approfondimento sul tema delle tantissime recensioni online sui vari modelli di droni, soprattutto su quelli destinati al mercato consumer. Per andare a fondo sulla questione, abbiamo avuto il piacere di intervistare Stefano Orsi, direttore scientifico di DronEzine, che è la prima e più autorevole rivista italiana del settore.

Le ricerche di mercato ci dicono che i droni si acquistano soprattutto online, come mai?

I droni che in passato venivano classificati come multirotori, sono nati nel lontano (tecnologicamente parlando) 2007/2008. Nei negozi convenzionali non si trovava nulla, stessa cosa se parliamo delle attrezzature per fare FPV (Pilotaggio in prima persona). Addirittura si acquistavano prodotti per la video sorveglianza wireless. Quindi i pionieri di questa disciplina e dei multirotori, categoria nella quale mi rispecchio pienamente anche se potrei essere visto come un dinosauro tecnologico dai giovani con i riflessi che si misurano in millisecondi, si rifornivano prevalentemente negli Stati Uniti o nel nord Europa. Il mercato cinese si è affacciato solo più tardi, ma in seguito è diventato preponderante rispetto al resto del globo. Quindi ad oggi per la quantità di merce offerta, considerando che la qualità si è alzata molto di livello e che il costo dei droni e materiale per FPV, giocoforza ci si rivolge solo al settore online. Dai commercianti locali, ci si può aspettare una assistenza post vendita a fronte comunque di un prezzo di acquisto più alto. Ricordiamoci che in Italia e in Europa i rivenditori e commercianti seri pagano le tasse, il costo del lavoro è più alto, quindi i prezzi per forza di cose sono maggiori.

Spesso le recensioni sono molto diverse l’una dall’altra. Alcune sono molto sintetiche, altre lunghissime, mettono in luce aspetti diversi dello stesso modello di drone e danno persino giudizi contrastanti…

Non credo che esista un manuale che spiega come fare una recensione di un drone. Non tutti ragioniamo allo stesso modo e non tutti preferiamo soluzione tecniche di un tipo rispetto ad altre. Inoltre grazie alla facilità di diventare presto popolari con l’avvento di internet e dei social network, molti recensori sono ragazzi con un grande entusiasmo e passione che leggono le caratteristiche tecniche e le fanno loro. Mi è capitato alle volte di correggere un errore grossolano ad un recensore dell’ultimo minuto, anche se si trattava di un “concorrente”. Aggettivo che non uso volentieri, io sono prima di tutto un appassionato, sia della tecnologia sia dell’informatica. Come dicevo faccio FPV da 10 anni e da 8 costruisco, progetto e piloto multirotori, alias droni. Sono in grado di capire se un drone vola bene solo ascoltando il rumore emesso dai motori e dalle eliche. Non è uno scherzo, a seconda della tonalità e della frequenza emessa, si capisce se il velivolo rimane in hovering stabilmente senza effettuare troppe correzioni o viceversa, se gli interventi sono così veloci da risultare impercettibili. Sul fatto che una recensione sia lunga o corta, non posso dire nulla, alle volte si cerca di allungare il brodo quando non c’è troppa sostanza, alle volte le parole vengono fuori da sole. Dipende sempre da cosa si sta recensendo e dalla sua qualità.

Quindi non tutti coloro che scrivono la recensione di un drone lo hanno in realtà provato di persona?

Agli occhi di un esperto si capisce immediatamente se la recensione è stata eseguita a tavolino, ovvero solo leggendo le specifiche di targa dichiarate dal produttore o se invece si ha effettivamente testato il prodotto. Anche nel secondo caso comunque, il semplice fatto di aver provato un oggetto, non vuole dire di poter rilasciare una recensione attendibile.

Se ad esempio prendo un Phantom 3 o 4, lo accendo, lo faccio decollare e atterrare in automatico e lo lascio in hovering per 5 minuti e lui se ne sta fermo per 5 minuti, non posso dire che vola bene. Posso affermare che ha un buon sistema di posizionamento e di altitude hold, ma per provare un oggetto occorre andare oltre. Qui il discorso dell’esperienza del recensore, passatemi il termine, la dice lunga. Per chiarire, pur essendo un decano del FPV, se provassi un drone da FPV Racing e lo stesso venisse provato dal mio amico Giuseppe Rinaldi, probabilmente quello che dichiareremo sarà diverso. Lui porterà quella macchina al suo limite estremo, mentre io, non avendo i suoi riflessi e i suoi pollici, mi limiterò ad altre considerazioni.

Esulando quindi da recensioni vere e test sul campo e sulla competenza del recensore, devo dire che anche tanti Youtuber, che sono partiti con poca esperienza in un settore a loro nuovo, sono cresciuti nel tempo e hanno acquisito la giusta esperienza, quindi non sono da denigrare a priori e spesso mi soffermo a guardare i loro canali. In questo settore c’è sempre da imparare e la conoscenza va condivisa.

Tu invece quando hai cominciato a “volare”?

Ho già anticipato la mia risposta prima. Con il First Person View nel 2006, spendendo cifre imbarazzanti. Le prime recensioni che facevo comunque in un forum frequentato da modellisti, era principalmente per me. Con la teoria della condivisione, si cresceva tutti insieme. Diciamo che il fare le recensioni non era un metodo né per guadagnare né per ottenere popolarità, ma era fine a se stesso, ovvero aiutare chi arrivava dopo a non sbattere la testa nello stesso angolo, ancora macchiato di sangue o denaro. Spero che l’esempio non sia tanto cruento, ma che renda l’idea.

Per il resto sono un informatico da oltre 40 anni e radioamatore da 30, non sono poi così vecchio, ma ho iniziato tutto molto presto. Se aggiungiamo che me ne intendo anche di elettronica e che con un saldatore in mano non sono assolutamente a disagio, viene naturale pensare che tutti i gadget, i telefoni, i modelli volanti, ma non solo, mi attraggano sempre con un bambino. Ultimamente sto cercando di farmi male con gli hoverboard elettrici a due ruote, ma anche e sopratutto con quelli monoruota.

Come ultima domanda, ti chiediamo un consiglio: quali sono gli ingredienti della perfetta recensione di un drone?

Credo che la cosa migliore sia per i lettori sia per i produttori sia quella di essere onesti. Alle volte anche spietati. È giusto ottenere credibilità da parte di chi legge o vede la recensione, ma anche da parte di chi vende il prodotto. Poi c’è chi è più bravo a fare i video di presentazione, chi coglie dettagli costruttivi meglio di altri. E sopratutto bisogna considerare il target. Se devo recensire un drone giocattolo da 40 euro (tra le recensioni droni fatte su Dronezine trovate diversi esempi) è inutile che stia a soffermarmi su alcuni particolari costruttivi. È un gioco e deve essere usato come tale. Le riprese con buona probabilità non saranno in 4K, la stabilizzazione farà quello che può e tutto il resto. Importanza anche per il pubblico di destinazione: in quanti sono in grado di capire se la flight control, ovvero la centralina di controllo del volo implementa un filtro di Kalman o usa un algoritmo ridondante con n cicli per refresh di alcune funzioni se in fin dei conti devono regalare il drone al figlioletto di 14 anni?

Insomma le recensioni rappresentano elementi importanti nel processo d’acquisto dei droni, aiutando gli utenti finali a non sperperare il loro denaro. Per chi recensisce, però, fin dei conti l’importante è divertirsi e farle con passione. Se si riesce a trasmettere sensazione di esperienza e competenza, ma anche voglia di ridere e scherzare, allora siamo a posto: il pubblico è certamente conquistato.

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