Lavorare con i droni: intervista a Noemi Salaris di ProjectEMS

Classe 1992, sorriso contagioso e tanta voglia di mettersi in gioco: stiamo parlando della giovanissima Noemi Salaris, da sempre innamorata del Giappone e più di recente anche dei droni, al punto da farne, assieme al suo compagno e collega Andrea Zamuner Cervi, un lavoro. Così, i due hanno fondato ProjectEms, azienda giovane e dinamica che rappresenta un ottimo esempio da seguire per chi voglia lavorare con i droni.

Incuriositi e affascinati dagli articoli dei diversi giornali che si sono occupati dell’avventura imprenditoriale di Noemi, abbiamo chiesto a uno dei nostri blogger, Edoardo Sorani, di intervistarla in esclusiva per i nostri lettori.

Intervista a Noemi Salaris di ProjectEMS

Ciao Noemi e ben trovata. Ogni giorno leggiamo tantissime cose sui droni, ma nonostante questo la notizia di una giovane ragazza startupper, per di più italiana, è un caso più unico che raro. Rappresenti una mutazione inaspettata del sistema “maschile”, una specie in via d’estinzione, o l’avanguardia di una generazione di donne che domineranno il mondo dei droni?
Ciao Edoardo, grazie a te dell’opportunità. Se devo definirmi, devo dire che preferisco la terza definizione “l’avanguardia di una generazione di donne che domineranno il mondo dei droni”! Sono solo una delle prime, ma di donne interessate in questo mondo se ne scoprono ogni giorno. Tuttavia penso che il sesso di una persona non definisca quello che deve fare. Se c’è la passione, l’importante è provarci fino in fondo. Sebbene è vero che attualmente la percentuale di uomini, rispetto alle donne, sia presente in più grande maggioranza nei settori aeronautici, d’ingegneria e più “tecnici”.

Andrea Zamuner Cervi e Noemi SalarisCom’è nata questa passione per i droni?
La passione per i droni è nata durante un viaggio in Giappone, fatto con il mio compagno e collega Andrea Zamuner Cervi, circa 2 anni e mezzo fa. Eravamo in visita al museo Miraikan, il museo della scienza emergente e dell’innovazione, e li abbiamo visto un drone di tipo terrestre, progettato per aiutare i soccorsi in caso di terremoti. Abbiamo avuto una folgorazione e abbiamo deciso di spostare il nostro lavoro su questi mezzi. Ci siamo incentrati però sui mezzi aerei, per la più vasta gamma di possibilità e di utilizzo. Appena tornati in Italia abbiamo ordinato i pezzi per il drone e fatto le prime esperienze di costruzione e pilotaggio, tra sbagli e successi.

Raccontaci della tua avventura all’interno di ProjectEMS. Di che genere sono i tuoi clienti? Quanto lavori? Com’è la tua giornata tipo?
La mia giornata tipo è molto lunga e variegata, tutti gli impegni si alternano tra uscite con il drone, lavori al computer e incontri con clienti. Lavoro praticamente tutta la giornata, se non si contano le ore di sonno. Da quando mi sveglio comincio subito a viaggiare per andare in ufficio e a controllare l’email sullo smartphone per vedere com’è la situazione della giornata. I clienti spaziano da persone interessate ai droni anche solo per hobby, ma che ancora ne sanno poco e quindi sono da istruire, a persone che già hanno delle buone conoscenze ma vogliono approfondire perchè interessati a lavorarci. Crediamo molto nella formazione dei futuri piloti. Stiamo preparando diverse iniziative per l’inverno 2015 e per il 2016. In particolare abbiamo appena aperto un corso in collaborazione con aziendasicura.net per la formazione di tecnici SAPR (sistemi aeromobili a pilotaggio remoto) come figura professionale riconosciuta a livello europeo, che si svolgerà tra Ottobre e Novembre 2015. Grazie al supporto di AziendaSicura ed EbinForm stiamo facendo riconoscere un dato quadro di competenze a livello europo, competenze tecniche ben definite legate principalmente a tutto quello che è l’aspetto tecnico dei droni.

Cosa consiglieresti ai giovani che volessero lanciarsi in un’avventura simile alla tua?
Se avete qualcosa che vi piace fare (ma che vi piace davvero, perchè ci lavorerete a qualsiasi ora) buttatevi! L’età non conta se ci si mette impegno e dedizione in quello che si fa. Quindi se avete un lavoro dei vostri sogni, il tempo di realizzarlo è ora, non domani, e se non esiste createlo da voi.

Che visione hai del mercato e dello sviluppo tecnologico del settore droni in Italia, rispetto ad altri paesi?
A livello tecnologico l’Italia non ha nulla da invidiare agli altri paesi. La tecnologia attualmente esistente è disponibile in tutto il mondo e tiene lo stesso passo in modo più o meno simile in tutti i paesi, anche se non in tutti è scoppiato il “boom dei droni” come in Italia. A livello di materiali e di mercato, però, i costruttori cinesi battono tutti gli altri paesi con un buon compromesso tra qualità e prezzo.

Dal tuo punto di vista e in base all’esperienza del tuo lavoro, miglioreresti qualcosa nella normativa ENAC?
Sulla normativa ENAC è stato detto tanto e si dirà ancora tanto. Adesso è in fase di cambiamento, la seconda edizione del regolamento che entrerà in vigore a fine settembre è meno rigida rispetto alla prima edizione. Tuttavia l’argomento droni è un argomento da trattare con i guanti, perché se usati in modo improprio posso essere realmente un pericolo per l’incolumità delle persone. Quindi è necessario studiare bene la situazione per creare un regolamento sia che permetta di lavorare con i droni, sia che garantisca l’incolumità alla società.

Adesso basta col lavoro, in fondo a noi i droni piacciono perché ci fanno sognare. Ecco, prova a chiudere gli occhi e dicci: se fossi un drone, in quale luogo del mondo andresti a svolazzare?
Ovviamente Tokyo! Ho una passione l’intera cultura giapponese e mi piacerebbe solcare i cieli del Sol Levante con un drone per effettuare dei video ricordo. Il giappone è una terra tutta da scoprire e conto di tornarci presto.

Noemi, è stato un piacere. Grazie mille per questa simpatica intervista. Ci vediamo a Dronitaly il 25 e il 26 settembre?
È stato piacere mio, grazie di nuovo a te e complimenti per il sito. Certamente, io e Andrea saremo a Dronitaly il 25 Settembre, senza stand però, solo in veste di visitatori 😉

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